my tescoma 2 / 2019

DA “MELA INSANA” A MELANZANA

Carta d’identità di un frutto speciale La melanzana, il cui nome scientifico è solanum melon- gena , appartiene alla famiglia delle solanacee che com- prende anche patate, pomodori e peperoni. Originaria dell’India dove cresceva spontaneamente più di 4.000 anni fa, si diffuse in Italia intorno al 400 grazie agli Ara- bi; i maggiori produttori sono la Cina, l’Egitto, la Turchia e l’Iran. Al suo arrivo in Occidente la melanzana non era ben vista: già gli arabi la chiamavano al badinjian , che si può tradurre come “uovo del diavolo”. In Spagna al- cuni pensavano che provocasse isteria, epilessia e tisi, si diceva addirittura che gli Arabi l’avessero portata in Eu- ropa “per uccidere con essa i Cristiani”, mentre in Italia fu coniato il nome melanzana, dal latino “mela insana”, frutto non sano. Durante il Medioevo veniva consumata soprattuto dagli Arabi e dagli Ebrei convertiti, che infatti furono i primi a specializzarsi nei piatti a base di me- lanzane, fino a riabilitarla e a portarla, fortunatamente, fin sulle nostre tavole. Tipicamente estivo, è un ortaggio ricco di acqua e di sali minerali che, come si può immagi- nare, hanno molti effetti benefici; contiene anche solani- na, una sostanza tossica, che viene tuttavia neutralizzata attraverso la cottura. Ne esistono diverse varietà che si differenziano per la forma, tonda, ovale o bislunga, e per il colore che va dal bianco al viola intenso. Ricca, ricchissima... ... di proprietà benefiche: la melanzana è un alimento ipo- calorico (25 calorie per 100 grammi di prodotto cotto) con un alto contenuto di minerali come potassio, magne- sio e fosforo, e di vitamine A, del gruppo B e C. Ricca di fibre, è un’alleata preziosa per la salute di stomaco e intestino e per combattere il colesterolo. La presenza di antociani le conferisce, oltre al caratteristico colore viola, un grande potere antiossidante. La medicina popolare la considera anche dotata di proprietà antinfiammatorie. Come sceglierla... Quando si acquistano le melanzane bisogna prestare at- tenzione alla consistenza, che deve essere soda, con la buccia priva di ammaccature. Il picciolo deve essere ben attaccato e non avvizzito. Le melanzane si conservano in frigorifero per 4-5 giorni. ... e come cucinarla Come già detto, data l’alta presenza di solanina, le melan- zane non vanno consumate crude, infatti la cottura elimi- na gran parte di questa sostanza tossica. Sono tantissimi i modi di cucinare le melanzane: alla griglia, fritte, ripassate in padella, al forno, come conserva... molte ricette preve- dono una fase preliminare, la salatura, seguita dal risciac- quo e dall’asciugatura, procedimento che serve ad ammor- bidirle, ad eliminarne l’acqua e a ridurre il quantitativo di solanina. Fra gli aromi, quelli con cui si sposano meglio sono il prezzemolo, il coriandolo e il basilico. Le melanza- ne sono uno degli ingredienti di base per preparare alcuni dei piatti più squisiti della tradizione italiana - come la par- migiana, la caponata, o la pasta alla Norma - e mediter- ranea, basti pensare al moussaka greco, alle cotolette alla provenzale francesi o alle berenjenas con queso spagnole.

DI STAGIONE

USA QUESTA

Schiumarola ragno linea President - art. 638680 dimensioni: ø 12,5 cm

Polpette di melanzane

lunghezza 36,5 cm Prezzo consigliato: € 18,90

LA RICETTA

ingredienti per 15-16 polpette

• 500 g di melanzane • 1 uovo • 4 fette di pan carré • 2 cuc- chiai di Pecorino romano grattugiato • 2 cucchiai di Parmigiano grattugiato • pangrattato q.b. • qualche foglia di basilico • sale q.b. • olio extravergine di oliva q.b. • 100 g di scamorza • olio di semi per friggere q.b. Lavare le melanzane, rimuovere il picciolo e tagliarle a cubetti; metterle in una padella con un filo d’olio d’oliva e un pizzico di sale e farle rosolare per 10 minuti fino farle ammorbidire, con la padella coperta. Sbriciolare il pan carré in una ciotola e unire i due tipi di formaggio grattugiato e il basilico sminuzzato. Tagliare a cubetti la scamorza e tenere da parte. Quando le melanzane si saranno sufficientemente raffreddate, unirle nella ciotola e aggiungere l’uovo, quindi impastare il composto con le mani, aggiungendo poco alla volta il pangrattato fino ad amalgamare l’impasto. Formare le polpette, inserendo un cubetto di scamorza al centro di ognuna, quindi passarle nel pangrattato e friggerle in padella per 3-4 minuti, fino a doratura. Scolarle e appoggiarle su un foglio di carta assorbente da cucina. Servirle subito oppure a temperatura ambiente. Per una versione più leggera, è possibile anche cuocerle in forno, in una teglia in cui possano rimanere un po’ distanziate: ungerle bene con un po’ d’olio e cuocerle a 180 °C in forno ventilato per circa 20-25 minuti, girandole a metà cottura.

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