my tescoma 2/2021

PER VOLERSI BENE un esercizio

È ORA DI USCIRE DAL LETARGO

Questo periodo, in cui finalmente si respira un clima di ottimismo dopo tanto tempo, sembra proprio il risveglio da un lungo letargo in cui siamo stati privati di tante libertà e confinati in una realtà che mai avremmo immaginato, prigionieri di una routine in cui l’unica parven- za di normalità veniva dalle otto ore trascorse al lavoro, in presenza o in smart working (e guai a lamentarsi, perché qualcuno non aveva più nemmeno quello), mentre tutto ciò che un tempo contribuiva a scan - dire le nostre giornate - lo sport, la vita sociale, i viaggi, le cene - era solo il lontano ricordo di un “prima” che forse non sarebbe più esistito. Ora che vediamo un po’ di luce in fondo ad un tunnel che è sembrato infinito, ci troviamo a costruire quella che sentiamo spesso chiamare la “nuova normalità”. Nuova o vecchia, quasi sicuramente la dovremo affrontare con addosso qualche chilo in più, o con qualche cattiva abi - tudine acquisita: quanti di voi, in questi mesi surreali, si sono trovati a compensare la mancanza di libertà con altri vizi, come qualche sgar - ro di troppo con cibo, sigarette, sedentarietà, o con la tendenza allo shopping compulsivo online? Non ci si può rimproverare troppo per questo: è comprensibile, in qualche modo ci siamo presi cura di noi stessi dandoci dei piccoli premi, concedendoci qualche piacere, essen - do insomma auto-indulgenti. Ecco, è arrivato il momento di rimettersi in carreggiata, di ripristinare le buone abitudini, di tornare a mangiare bene, ad allenarsi, a prendersi cura di sé in maniera più sana. Dall’auto-indulgenza all’auto-nutrimento Essere indulgenti in momenti difficili è normale, ma alla lunga porta cattive abitudini difficili da eliminare. Come fare allora per ritrovare la strada giusta dopo mesi di sbaraglio emotivo? Sembrerà una con - traddizione rispetto all’obiettivo di riportare un po’ di disciplina nella propria vita, ma il segreto è proprio quello di imparare ad essere gentili con se stessi. “Ma come, non è quello che abbiamo fatto fino ad ora?” Non proprio. C’è una differenza, neanche troppo sottile, fra l’auto-in - dulgenza, quella che ci porta a concederci qualunque sgarro con l’alibi del bisogno di sentirsi bene, e l’auto-nutrimento, ovvero la costruzione di buone abitudini che fanno sentire al nostro corpo, e al nostre essere, che ci stiamo prendendo cura di noi in modo amorevole e rispettoso. Un esempio che aiuta a cogliere questa differenza potrebbe essere que - sto: auto-nutrimento è concedersi una fettina di torta al cioccolato dopo cena; auto-indulgenza è cenare con una grossa fetta di torta al ciocco- lato. E privarsi della fettina di torta? Quella, è auto-mortificazione: da evitare, sia che si tratti di una torta, sia di un allenamento mancato o di un acquisto di cui ci siamo subito pentiti. Non c’è niente di sano, né di amorevole o rispettoso, nel punirci per quelle che consideriamo man - canze. C’è un modo per diventare la versione migliore di se stessi, e non consiste nel privarsi di tutto quello che consideriamo sbagliato o nel sentirsi colpevoli e auto-punirsi per aver commesso un errore, ma nel praticare quella che viene chiamata self-compassion , la compassione verso di sé, contrapposta ad un eccesso di severità verso noi stessi. Den - tro di noi vive un bambino che ha bisogno di sentirsi accudito e amato, non costantemente rimproverato: per questo è importante prestare at- tenzione al nostro dialogo interiore, al tono che rivolgiamo a noi stessi e al modo in cui ci giudichiamo, e cercare di valorizzarci, ammettendo i nostri successi e adottando un linguaggio positivo nei nostri confronti. E così invece che pensare “sono proprio una frana, oggi ho saltato l’allenamento” potremmo capovolgere la si- tuazione pensando “oggi avevo bisogno di riposo e me lo sono concesso, così domani il mio allenamento sarà molto più efficace”. Il nostro corpo sente se ci trattiamo bene, se ci prendiamo cura di lui, e reagisce rapidamente acquisendo o perdendo energia: il no- stro benessere interiore dipende solo da noi e quando impareremo a trattarci bene e a rispettarci, sapremo di essere sulla strada giu- sta, perché sarà proprio il nostro corpo a farcelo capire.

Sono diverse le tecniche per impa- rare a volersi bene, ma in particola- re c’è un esercizio in 4 step, che aiu- ta immediatamente a sentirsi meglio e ad affrontare la giornata con una ritrovata energia. Per prima cosa, bisogna trovare una posizione co- moda, chiudere gli occhi e fare qualche bel respiro profondo. Dopodiché bisogna provare a ricordare alcuni momenti della propria vita, cercando, per ognuno di essi, di rivivere le sensazioni, sentire i suoni e gli odori che le hanno accompagnate, immer- gendosi totalmente in quei ricordi. Ecco quali momenti recuperare dai cassetti della memoria: • un momento in cui ci siamo sentiti energici e pieni di forza; • un momento in cui ci siamo sentiti emozio- nati per qualcosa che stava per succedere; • un momento in cui ci siamo sentiti piace- volmente rilassati; • un momento in cui ci siamo sentiti sicuri nel- la relazione con una figura importante della nostra vita. Visto? È un compito davvero semplice, ma altrettanto potente per gli effetti che ha sul nostro benessere. Sentirsi bene e ricercare la felicità è il più grande gesto d’amore che possiamo fare verso noi stessi e la buona notizia è che la felicità non è un sentimento, ma un’abilità e come tale va esercitata e coltivata, prendendosene cura proprio come ci si prende cura di una pianta per farla crescere sana e rigogliosa.

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