my TESCOMA 01/2026

di Borbone in fuga da Napoli, si trasformò in avampo sto strategico inglese nel Mediterraneo. In quel vuoto commerciale, il Marsala divenne il sostituto perfetto per vini come il Madeira, il Porto e Jerez (Sherry), penalizza ti dagli equilibri politici. Dopo il 1806 arrivò una nuova ondata di imprenditori, tra cui spicca Benjamin Ingham, destinato a dominare le vendite mondiali per decenni e a influenzare profondamente la vita economica e culturale dell’isola. Con lui il Marsala compì il salto definitivo: non più semplice imitazione del Madeira, ma prodotto con una personalità autonoma. Così, tra guerra e commer cio, intuizione e disciplina produttiva, il Marsala divenne il simbolo di un incontro riuscito: quello tra il pragma

tismo inglese e l’anima viticola siciliana. Dopo un secolo di gloria internazionale, il Marsala ha attraver sato una fase di declino iniziata circa vent’anni fa. Oggi però questo storico vino siciliano si è lasciato alle spalle l’ingiusta etichetta di “vino da cucina” per tornare protagonista come grande etichetta da meditazione, capace di sorprendere per eleganza e straordinaria longevità.

Etna, il respiro del vulcano nel calice Sulle pendici dell’Etna, tra colate laviche e terra ne ra, nasce una delle espressioni più affascinanti del vino italiano contemporaneo. I vini dell’Etna porta no nel bicchiere il carattere del vulcano: energia, mi neralità, profondità.

L’Etna Rosso, ottenuto principalmente da Nerello Masca lese e Nerello Cappuccio, è un rosso di grande eleganza, fine nei profumi e sorprendente nella capacità di evolvere nel tempo (se non lo avete mai provato, vi consiglio asso lutamente l’assaggio). L’Etna Bianco, a base di Carricante, conquista con la sua freschezza tagliente e la spicca ta impronta minerale. Vini identitari, sempre più ap prezzati dagli intenditori per il loro stile unico e il notevole potenziale di invecchiamento. calice vino rosso linea Charlie - art. 306422 prezzo consigliato: set 6 pz € 35,90

Pantelleria e Lipari, l’anima dolce del vino siciliano Ci sono vini che raccontano un territorio, e poi ci sono vini che lo incarnano. È il caso dei grandi passiti di Pantel leria e delle isole Eolie, autentici ambasciatori della Sicilia più intensa e luminosa. A sud dell’isola madre, sospesa tra Africa e Mediterraneo, Pantelleria regala al mondo due gioielli enologici: il Moscato e soprattutto il celebre Passito di Pantelleria. Qui domina lo Zibibbo, nome con cui è conosciuto il Mo scato d’Alessandria, vitigno antico che trova in quest’iso la ventosa e assolata il suo habitat ideale. Il Passito di Pantelleria, oggi sempre più richiesto sui mercati internazionali, è un vino che seduce fin dal primo incontro: profumato, dolce, avvolgente, capace di incan tare con le sue note di albicocca, miele e agrumi canditi. A tavola esprime il meglio accanto ai formaggi stagiona ti e alla grande tradizione dolciaria siciliana, soprattutto quella a base di mandorle. 1/2026

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